APPUNTI SUL CONCETTO DI POTERE
Maurizio Benveduti
arteideologia raccolta supplementi
nomade n.1 dicembre 2007
LETTI E RILETTI
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_Mantenersi in forma
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Pensare è un po’ come mangiare, mangiare pasta, cannelloni, rigatoni… bucatini... linguette... maccheroni... e maccheroncini: dopo un po’ ti senti sazio.
Devi solo digerire, un po’ riflettere e scrivere su tanto tempo presente e trascorso....
È il momento degli appunti, appunti per una riflessione sul concetto di potere/scrittura automatica, sintesi di memoria e giudizio per impedire il trapasso nelle zone morte dell'assemblage e della ricezione passiva.
Debbo scrivere una lettera aperta.
Cucina, tinello, WC, ora mi debbo vestire e lavare, ma devo anche scrivere, e devo anche mangiare.
Credo che tutto ciò sia possibile.

Caro,
ho pensato bene di scriverti, non per altro, ma so che ancora non mi vieni a trovare.
Viemmi a trovare, amico, ho voglia di dirti come la penso.
Non fare l'imbecille.
Quando hai fame, mangia: non puoi sempre aspettare l'ora dei pasti.
Conosco una persona la quale, dovendo pisciare, essendo per strada, preferì trattenersi perché non trovava un posto adatto e pulito. Nemmeno al bar voleva farla perché lo trovava molto deprimente e degradante.
Conclusione: non fece in tempo ad arrivare a casa e si pisciò addosso.
Morale: pensare ed esprimersi è un po’ come pisciare, sono due necessità fisiologiche.
Guai a trattenersi.
Rischi la nevrosi.

- Azzurro, Azzurro - Azzurro, non disprezzare la sensibilità di nessuno, la sensibilità di ognuno è il suo genio. Baudelaire, Caravaggio, Leonardo, Pontormo, Domenico Theotocopuli il Greco, Francesco Castelli il Borromini, Iacopo Carucci detto il Pontormo.

- L'inazione - La peggiore infamia è l'inazione, Cafiero. Ciascun uomo pensa, è raro che un uomo agisca spontaneamente.

- Libri - Un libro è un prodotto di un io diverso da quello che si manifesta nelle nostre abitudini, nella vita sociale, nei nostri vizi. Questo io diverso, se vogliamo cercare di comprenderlo, possiamo attingerlo solo nel profondo di noi stessi, sforzandoci di ricrearlo in noi. Proust. Accidenti i libri che c'hai.... quanti libri, io... non ci potrei dormire. Si sono molto meravigliati... perchè adesso sono aumentate le donne che portano i pantaloni.

- Disarmonia / Armonia - Non ho mai confermato oggi ciò che ho asserito ieri, ho sempre dubitato oggi di ciò che affermavo ieri. Perchè? Forse perchè ritengo che l'immutabilità sia nociva ed oscura quanto la morte. - Tutta la mia attività è un continuo cambiare di idee, dal peggio al meglio, un rinnegare il mio vecchio quotidiano io, una lotta contro gli antichi ideali e pregiudizi, per questo sono così contraddittorio, così disarmonico.

- La storia - Kierkgaard ha ragione: la storia non è una conseguenza logica ma evidenziazione di possibilità. F. la storia raggiunge scopi diversi da quelli che gli individui che l'hanno mossa si proponevano di ottenere. Ognuno di noi deve rendere conto alla nazione del talento che ha ricevuto dalla natura - da un indirizzo di David alla Convenzione -... In quanto all'artista, in particolare quello italiano, è "talentoso", forse talvolta anche "troppo bravo", dotato di straordinarie capacità tecniche, ma, d'altra parte, scarso di contenuti ed estraneo alla realtà sociale dell'arte... un uomo, tutto sommato, debole ed insignificante. È un errore cercare concetti nella produzione storico-artistica, vi sono solo oggetti che hanno nella storia determinato dei concetti in rapporto a certi uomini, razze, ceti, ecc. La storia, quindi non produce concetti assoluti, pur assicurandoci sempre l'esistenza del rapporto oggetto - soggetto. Compiono una dittatura intellettuale coloro che tentano di far diventare gli oggetti storici dei concetti/preconcetti per altri uomini.

- Bollettino metereologico - Umidità, temperatura, non ricordo di aver mai vissuto una giornata simile a questa. Nord, sud, est, ovest, orientamento. Nuvole. Era il 5 febbraio, avevo trentun'anni, ore 11, 02, umidità 10%, pressione 746, temperatura 19 gradi. Non ricordo un momento simile a quello, non lo ricordo e non devo ricordarlo, la memoria elabora solo particolari.

- Il linguaggio - Ecco, essi sono un popolo solo e hanno tutti un medesimo linguaggio: questo è il principio delle loro imprese. Niente ormai li impedirà di condurre a termine tutto quello che verrà loro in mente di fare. Orsù dunque, scendiamo e proprio lì confondiamo il loro linguaggio in modo che non si intendano più gli uni con gli altri... Orsù, edifichiamoci una città e una torre con la cima al cielo. Fabbrichiamo così un segno di unione, altrimenti saremo dispersi sulla faccia della terra.

- Il pensiero - Il pensiero non ammette di vivere nello stretto spazio che l'ufficialità gli concede. L'uomo da oggi non dovrà limitarsi ad attendere il suo turno per esprimersi. Dovrà comunque prendere la parola. Un pensiero non è un cappello, o una cravatta, o un ravanello...non può, aspettare che la moda ed il mondo lo prevedano e lo tollerino. Un pensiero deve quanto prima tramutarsi in azione per essere un comportamento reale. Il pensiero sta ormai servendo quel padrone che ha sempre ostacolato. È oggi il potere intellettuale che fissa ufficialmente tempi e modi per esprimersi. Procedimento del tutto autoritario che viene utilizzato solo per controllare molte cose, tutto ciò che è possibile; il pensiero cerca di stabilire a priori l'esattezza di ciò che sta suggerendo di fare, prima che gli altri possano abbozzare una purché minima riflessione e risposta. Un nuovo pensiero in tal caso potrebbe trovare la propria verifica prima ancora di essere attivato dal potere intellettuale dominante, rifiutando il collaudo dell'ufficialità. Invece il pensiero non deve subire questo dominio: deve essere libero, prima che il potere intellettuale fissi in sua vece ufficialmente tempi e modi per esprimersi.

- Critica/ autocritica - L'autocritica segue l'azione, non la precede. Non bisogna attendere il proprio turno per esprimersi. Date la parola a chi la chiede, prenda la parola chi la vuole. In tal modo l'autocritica non sarà più a priori, ma a posteriori. Baserà se stessa non su pensieri morti, perché mai nati, ma su pensieri esistenti e reali - azioni... Non subirà più freni ed inibizioni. D'altra parte non esistono turni per pensare ed agire. Non esistono delle regole a priori che distinguano ciò che è reazionario da ciò che non lo è. Libero è colui che sceglie la monogamia, colui che sceglie di accoppiarsi per strada, di lavorare per mangiare, di non accontentarsi delle riforme, di esprimere pubblicamente i propri pensieri, di credere o non credere nei dieci comandamenti, di non amare la proprietà, di fare versamenti per la pensione - almeno il pane della vecchiaia è assicurato; è un profittatore invece chi finge di voler perseguire tutte queste cose per pura convenienza estetica: costui, in tal caso, è un idealista da quattro soldi, e proprio chi ha bisogno di mangiare e di vivere concretamente dovrebbe affrontarlo con durezza e senza manierismo.

- Una risposta morale - È immorale vivere nello stretto spazio che l'ufficialità concede. Visto che l'uomo crede per necessità, bisogna cercare di impegnarlo in pensieri fra loro non contraddittori, con la consapevolezza che non potrà mai cercare soluzioni di "massima sicurezza". Proposte credibili come unica attività morale: tre poesie,in italiano, in inglese, in francese, l'una deve sembrare traduzione dell'altra e viceversa, ma i contenuti devono essere differenti. Ancora gli esempi: due scatole uguali, una è pesante, l'altra è leggera; risulta evidente l'uguaglianza esteriore che è subito contraddetta dalla differenza di peso. In tal caso vediamo che la forma, come "sommo contenuto", non è altro che uno specchietto per le allodole, siccome porta a valutazioni concrete del tutto erronee. >
Gubbio (Italy) 1995
Ma d'altra parte è anche vero che questa semplice osservazione "estetica" di uguaglianza, oltre ad incidere fortemente sul convincimento personale, muta anche irrimediabilmente il valore storico della cosa (scatola). Se dai credito a ciò che è falso dunque agisci moralmente. Potrebbe infatti anche non esserlo, specie se dovesse restare falso. Prova a credere nel falso. Perchè no? Conosci la differenza tra falso e vero? Sei dunque un immorale: scegli infatti senza conoscere.

- Ascoltiamo il nostro corpo - Cucina, tinello, WC, ora mi debbo vestire e lavare, ma devo anche scrivere, e devo pure mangiare. Credo che tutto ciò sia possibile. Elogio della fantasia razionale, sostitutiva del corpo tutte le volte che sembra più opportuno: acqua, bere ad una fontanella che non butta acqua; frutta, scendere dall'albero alla rovescia guardando le nuvole; amore, ascoltare i bambini: sensi, riviste erotiche ed oggetti ecclesiastici. È il momento di giocare con barche di carta in un ruscello asciutto, sembra una frustrazione, ma un cerchio può anche essere un quadrato, dipende solo dal punto di vista.

- Razionalità / Irrazionalità - La razionalità che ci circonda è di tipo restrittivo: la direi piuttosto irrazionalità. Essa infatti, con una serie limitata di esperienze, pretende di poter operare in un campo di previsione assoluta per ciò che in futuro dovrà ancora accadere. Niente quindi di più irrazionale. Osservare la realtà vuol dire solo prevedere che ciò che appare sotto il tuo sguardo sia "occasionalmente accadimento". Non rischieremo così di costruire nuovi preconcetti.

- Il gioco / L'amore / L'immaginazione - Ricordati, ragazzo mio, la felicità dei giochi non tenerla tutta per te. Nicola Sacco. L'amore è ciò che resta, è il valore aggiunto della vita. Immaginazione, immaginazione, la gioia di non essere capiti. Che idiozia sublime, che idiozia la guerra, l'ho scritto a diciannove anni, il 24 marzo 1960; l'ho riletto e non ero del tutto convinto a trentun'anni, nel 1972, il 25 febbraio. In quell'occasione ho deciso di non sottoscriverlo.

- Il silenzio - Il silenzio è la vera espressione, ma va affrontato come fosse un nemico.

- L'arte - L'arte è identificazione. L'identificazione è compor-tamento.
Non cesserò di ascoltare le immagini, sono troppo vive e brutali.

- La critica dei critici - Quanto abbiamo finora letto impone di ricordare ai critici, ove ce ne fosse bisogno, che non è possibile divulgare e scrivere notizie sull'arte comportandosi da semplici "complici e/o fiancheggiatori" della cultura gradita alla classe dominante. Essa, ed i critici dovrebbero saperlo, invita a non avere alcuna attenzione storica sugli avvenimenti, impone di non parlare mai di quel mondo sommerso che è la ricerca artistica degli "altri", dei "diversi", degli "estranei al Palazzo". Essa si è inoltre sempre riconosciuta nella "cultura ortodossa" (gradita purché servile al potere) e ha rifiutato di sviluppare quella "eterodossa", che rivendica il ruolo dell'intellettuale/artista come elaboratore, produttore ed organizzatore di pensiero in proprio e nella collegialità, per questo autonomo e conflittuale rispetto al potere dominante. Ed è per questo che, nonostante - ma è raro - gli sforzi della critica di "correttezza storica" e di "allargamento di interessi", la terra bruciata fatta intorno ai più si allarga a vista d'occhio giungendo a... tutto ciò che abbiamo letto in questi ultimi anni ci riguarda da vicino, per questo ci è insopportabile accorgerci che, ancor oggi, un sottile comune denominatore riporta la riflessione critica ad un supino rispetto - in certi casi ad un amore teppistico - delle sole regole imposte dalla cultura dominante. È certo inesatto pensare che ogni critico sia responsabile di tutto ciò, ma appare almeno certo che sono proprie le sviste - le disattenzioni "critiche" ed i silenzi -, i primi complici di un mercato del tutto autonomo e distante dalla cultura storica del tempo. E, ricordate bene, la cultura del tempo non è soltanto espressa dal Palazzo. Che dire poi dei critici "sinistri" i quali, dopo anni di disinformazione e di silenzio, tornando allo scoperto, hanno solo attinto a man bassa in quelle correnti di pensiero, e fra quegli artisti che sono i loro naturali avversari... Cari critici ci sembra, ma vi preghiamo di riflettere su questo, che invece sia dovere storico di ognuno di voi, uomini affabili ed intransigenti, distratti divulgatori di regole di mercato, laboriosi affabulatori di correnti artistiche, quello di rappresentare le diverse forme di pensiero, anche con le proprie contraddizioni, così come sono state e non così come piace alla sola cultura dei padroni i quali preferiscono sommergere tutte le tensioni, che in questi anni li hanno contrastati, con determinazione. Non potete annullare la storia recente, tanto complessa ma così poco subalterna, coprendo col silenzio la così detta cultura dei non garantiti.

Sono le 20,30.

Posso ormai riprendere a mangiare la pasta, cannelloni, maccheroncini... è ora che il mio stomaco cominci il suo lavoro... d'altra parte, con un pò di realismo, tutto ciò che ho scritto e pensato fin ora potrebbe essere scritto e pensato in tutt'altro modo.
La scelta contingente che mi ha spinto a scrivere trova riscontro solo nella realtà del momento.
Ma concretamente, in questo momento, la lettera avrebbe dovuto essere tutt'altra:
gentile signore, a seguito del tamponamento del... le chiedo il risarcimento dei danni patiti… in attesa... distinti saluti.

Questo, solo questo, è concretamente ciò che deve essere fatto.


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